Kopron e la sostenibilità: “Futuro equo & sostenibile” premia i progetti delle scuole

Pubblicato il 2 Ottobre 2026
Modificato il 2 Ottobre 2026

Kopron porta il tema della sostenibilità nelle scuole con la seconda edizione di “Futuro equo & sostenibile”, il concorso che avvicina studenti e imprese per immaginare nuovi modelli di sviluppo e un futuro più responsabile. Un impegno che per Kopron parte dal proprio core business: progettare e realizzare capannoni industriali, baie di carico e portoni sempre più efficienti, funzionali e durevoli.

foto concorso scuole sostenibilità kopron

Mercoledì 23 settembre, presso Palazzo Assolombarda a Milano, si è svolta la seconda edizione del concorso “Futuro equo & sostenibile”, promosso da Kontractor by Kopron con il patrocinio di Assolombarda, Far Networks, Ats Faar Industries e Re.Log Hub.

L’iniziativa ha coinvolto undici istituti scolastici dell’area lombarda Adda-Martesana, chiamando gli studenti a sviluppare idee e progetti dedicati alla sostenibilità.

Podcast, progetti di rigenerazione urbana, storybook, sfilate di moda con capi riutilizzati e iniziative di economia circolare hanno permesso ai ragazzi di affrontare il tema attraverso linguaggi, competenze e punti di vista differenti.

Sostenibilità e industria: l’impegno di Kopron parte dal core business

Per Kopron, la sostenibilità è strettamente legata al proprio modo di fare impresa.

Da oltre quarant’anni l’azienda opera nel settore della logistica industriale, progettando e realizzando capannoni e coperture industriali, baie di carico e portoni industriali destinati a stabilimenti produttivi, magazzini e centri logistici.

Soluzioni che accompagnano le aziende per molti anni e che rendono centrali aspetti come durabilità, efficienza, qualità dei materiali, ottimizzazione degli spazi e utilizzo responsabile delle risorse.

La sostenibilità, in questa prospettiva, non è un concetto separato dall’attività industriale, ma una sfida che coinvolge direttamente il modo in cui vengono progettati e realizzati gli spazi nei quali le imprese lavorano, producono e movimentano le proprie merci.

Come sottolinea Mario Vergani, Amministratore Delegato di Kopron:

“Per Kopron parlare di sostenibilità significa partire da quello che sappiamo fare e da ciò che costruiamo ogni giorno. Capannoni industriali, baie di carico e portoni sono parte integrante degli stabilimenti e dei centri logistici dei nostri clienti. La nostra responsabilità è continuare a migliorarli, progettando soluzioni efficienti, funzionali e durevoli e utilizzando in maniera sempre più consapevole materiali, energia e risorse.”

Costruire oggi pensando al domani

Un capannone industriale, una baia di carico o un portone industriale non sono elementi isolati, ma parti di un sistema più ampio.

La progettazione degli spazi, la loro organizzazione, l’efficienza delle operazioni di carico e scarico, l’isolamento, la durabilità delle strutture e la possibilità di adattarle alle esigenze dell’impresa possono contribuire alle prestazioni complessive di uno stabilimento o di un polo logistico.

È in questo contesto che Kopron interpreta il proprio percorso verso una maggiore sostenibilità: progettare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze presenti delle aziende senza perdere di vista il loro utilizzo nel lungo periodo.

“La sostenibilità diventa concreta quando entra nelle scelte che facciamo ogni giorno. Significa chiederci come progettare meglio, come far durare una struttura più a lungo, come aumentare l’efficienza di un’area logistica e come utilizzare le risorse in maniera più responsabile. È un percorso che riguarda la nostra azienda, i nostri clienti e, più in generale, il futuro dell’industria.”

“Futuro equo & sostenibile”: costruire significa anche investire nelle nuove generazioni

Da questa visione nasce il legame tra il core business di Kopron e il progetto “Futuro equo & sostenibile”.

Se ogni giorno Kopron contribuisce a costruire e migliorare gli spazi dell’industria e della logistica, attraverso il concorso ha scelto di coinvolgere chi sarà chiamato a immaginare e costruire quelli di domani.

Gli studenti hanno affrontato temi come economia circolare, inclusione, riuso, tutela dell’ambiente e rigenerazione degli spazi, trasformandoli in progetti concreti e mettendo a disposizione creatività, competenze e sensibilità differenti.

Il confronto tra scuola e impresa diventa così un’opportunità reciproca: per i ragazzi significa avvicinarsi alle trasformazioni del mondo produttivo; per le aziende significa confrontarsi con una generazione che porta nuovi linguaggi, aspettative e modi di interpretare temi come innovazione e sostenibilità.

Scuola e impresa per le competenze del futuro

Nel corso dell’evento, Davide Ballabio, direttore Area Sistema Formativo di Assolombarda, ha sottolineato l’importanza delle iniziative capaci di creare un collegamento tra il sistema scolastico e quello produttivo.

Intelligenza artificiale, digitalizzazione, transizione ambientale e sostenibilità stanno infatti trasformando professioni, processi industriali e competenze richieste dalle imprese.

Avvicinare gli studenti a questo cambiamento significa aiutarli a comprendere l’evoluzione del mercato del lavoro, conoscere nuove professioni e acquisire maggiori strumenti per compiere scelte consapevoli sul proprio futuro.

I vincitori di “Futuro equo & sostenibile”

Tra i progetti presentati, sono stati premiati quelli realizzati dalle classi CLD dell’IIS Altiero Spinelli, 3ª B Bio dell’ITSOS Marie Curie e 2ª e 3ª A dell’IIS Kandinsky.

La seconda edizione di “Futuro equo & sostenibile” conferma così la volontà di Kopron di creare un legame tra impresa, territorio e nuove generazioni.

Un impegno che parte dal lavoro quotidiano dell’azienda e guarda al futuro: continuare a innovare il modo di progettare capannoni industriali, baie di carico e portoni industriali, contribuendo alla realizzazione di spazi produttivi e logistici sempre più efficienti, durevoli e attenti all’utilizzo delle risorse.

Per Kopron, costruire in modo sostenibile significa costruire pensando al futuro. E il futuro si costruisce anche insieme alle nuove generazioni.

Come primo riferimento, nel 2026 il costo può partire indicativamente da 90-120 €/m² per configurazioni più semplici, arrivare a 120-250 €/m² per capannoni industriali completi e superare 300 €/m² per soluzioni personalizzate o con particolari esigenze di coibentazione.

Non sempre. Per strutture realmente temporanee possono essere previsti regimi autorizzativi semplificati. Se invece il capannone è destinato a un utilizzo stabile, può essere necessario il permesso di costruire. La semplice possibilità di smontarlo non determina automaticamente l’esenzione: il titolo edilizio va verificato in base al progetto e alla normativa locale.

Non sempre. A seconda della struttura e del terreno, l’ancoraggio può avvenire su pavimentazione industriale esistente, oppure richiedere plinti in calcestruzzo, cordoli/travi di fondazione o platee. La soluzione viene definita in fase di progettazione in base ai carichi, alle caratteristiche del sito e ai calcoli strutturali.

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